Roma – La pasticceria del Lazio alza il sipario su una nuova fase di crescita e consapevolezza. Giunto alla sesta edizione, il Premio DolceRoma evolve infatti in “Premio DolceRoma e Lazio”, ampliando il proprio raggio d’azione dall’ambito capitolino a quello regionale e raccontando un comparto sempre più dinamico, strutturato e identitario.
La cornice è stata quella della Sala di Liegro di Palazzo Valentini, gremita di professionisti del settore tra pasticceri, panificatori e imprenditori. Un evento partecipato e trasversale, che ha restituito una fotografia aggiornata dell’eccellenza dolciaria locale, capace di intrecciare artigianalità, impresa e legame con il territorio. Ad aprire la cerimonia, i saluti istituzionali dell’On. Fabrizio Santori, Antonio Giammusso e Fabrizio Pacifici.
Organizzato da Deacomunicazione Eventi e Ciak si Cucina, con il contributo del magazine GustoLazio, il Premio ha potuto contare sul sostegno di partner di rilievo come Megadolciaria, Fattoria Latte Sano e Il Casale dell’Arcipretura – Nocciola Romana DOP, realtà che rappresentano un presidio di qualità e filiera.
Il percorso del Premio ha attraversato idealmente l’intera giornata gastronomica, dalla colazione fino ai grandi lievitati pasquali, protagonisti a ridosso della festività. Ampio spazio è stato dedicato alle nuove tendenze: dalla colazione contemporanea alla viennoiserie evoluta, fino al dialogo sempre più centrale tra pasticceria e caffetteria specialty. Tra i riconoscimenti, spiccano quelli assegnati a Dolcemascolo per la colazione italiana, a Libera per la pasticceria inclusiva e a BAP per la viennoiserie contemporanea e lo specialty coffee. Premi anche per realtà emergenti e innovative come Rullo e Pensavo Peggio, mentre la tradizione del fritto è stata celebrata dalla Pasticceria Simona di Ostia.
Non sono mancati i riconoscimenti alle attività storiche, veri pilastri del settore: dalla Casa del Tramezzino di Ostia al bar pasticceria Cantiani di Roma Prati, fino alla Gelateria Fattori, esempi di continuità e radicamento sul territorio.
Uno spazio significativo è stato dedicato anche al rapporto tra pasticceria, hospitality e filiera produttiva. Tra i premiati, La Via del Tè per la nuova apertura romana e l’originale miscela ispirata al maritozzo, l’Hotel d’Inghilterra per la produzione interna e l’azienda agricola Le Morre per la qualità dei succhi. Riconoscimento anche per Martina Brachetti, pastry chef originaria della Tuscia, oggi protagonista in una prestigiosa realtà sul Lago di Como.
Il focus territoriale “DolceLazio” ha acceso i riflettori sulle eccellenze fuori dalla Capitale, tra attività storiche e nuove aperture. Emozionante il tributo alla Pasticceria Napoleone di Rieti e alla memoria di Pietro, così come il premio alla giovane imprenditrice di Mary Cake. Spazio anche alla lavorazione “bean to bar” di Divino Cioccolato di Aprilia, esempio di valorizzazione delle materie prime locali.
Particolarmente partecipato l’approfondimento dedicato alla Nocciola Romana DOP, simbolo identitario del territorio, con il contributo di Riccardo Baldinelli Ferri e del maestro gelatiere Stefano Ferrara.
A guardare al futuro è stato il Premio Rivelazione Pasticceria 2026, assegnato a Maritè, realtà emergente del Lago di Bolsena capace di reinterpretare in chiave contemporanea la tradizione dolciaria locale.
Gran finale dedicato alla Pasqua, con i riconoscimenti a Salpa – Pan de Roma e a Gastromario, premiato per la miglior pastiera.
Il Premio DolceRoma e Lazio si conferma così una piattaforma di riferimento per il settore, capace di mettere in relazione imprese, territori e nuove visioni, contribuendo a costruire l’identità di un Lazio sempre più coeso anche attraverso la sua cultura dolciaria.
Il prossimo appuntamento è già fissato: il 3 novembre in Campidoglio con il Premio Roma Eccelle.
P.B.
