Al via la prima giornata di Libri Come. Festa del Libro e della Lettura

Al via la prima giornata di Libri Come. Festa del Libro e della Lettura

Inaugura, alla presenza del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, la XVII edizione di Libri Come, la Festa del Libro e della Lettura che quest’anno ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, un riconoscimento presidenziale conferito per l’alto valore culturale riconosciuto alla rassegna prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.

Come da tradizione del festival, l’intero programma si sviluppa attorno a una parola-manifesto che diventa chiave di lettura della contemporaneità. Dopo aver affrontato negli anni temi come Felicità, Libertà, Potere, Umanità e Pace, la XVII edizione sceglie Democrazia. Una parola oggi più che mai complessa e problematica, una parola-mondo che dalla Grecia classica fino a oggi ha rappresentato oltre che un regime politico, un modo di vivere insieme agli altri, secondo regole di partecipazione e di discussione. Oggi la Democrazia, e quello che ha più o meno rappresentato, ha bisogno di essere difesa e ricompresa mentre i suoi tanti nemici ne minano la credibilità. Come sempre attraverso incontri, letture e dibattiti, la Festa del Libro offrirà strumenti di conoscenza e confronto, esplorando la Democrazia non solo come principio politico, ma anche come elemento culturale, capace di unire persone, idee e generazioni.

Libri Come apre all’insegna del dialogo tra generazioni, della memoria storica e delle grandi questioni del presente: la prima giornata di animerà gli spazi dell’Auditorium Parco della Musica con un ricco programma di incontri, presentazioni e eventi speciali.

La mattina, come da tradizione, è affidata agli incontri con le scuole, momento fondativo della Festa e primo spazio di esercizio di cittadinanza culturale. Michela Ponzani, con Giovani, liberi, partigiani!, riporta al centro il tema della memoria e della Resistenza, ricordando come la democrazia italiana affondi le proprie radici nella lotta per la libertà. A seguire, Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, con Come radici, affrontano il tema delle seconde possibilità, toccando indirettamente uno dei nodi cruciali delle società democratiche: giustizia, inclusione e responsabilità.

 

Nel pomeriggio di venerdì 20 marzo il festival entra nel vivo con l’inaugurazione alle ore 18, di GOLDMINE, installazione dell’artista Alice Pasquini: una installazione e un murale site-specific realizzati appositamente per l’edizione di quest’anno. La street artist ha elaborato il significato di questa edizione dedicata al tema della Democrazia - mai così fragile, così strattonata – con un lavoro che dialogherà con il pubblico e con gli incontri del festival. Goldmine nasce da una riflessione che intreccia il lavoro di Pasquini al tema della festa: «Con Goldmine ho voluto creare un cortocircuito visivo – dichiara l’artista - un ammasso di rifiuti ricoperto d’oro che diventa improvvisamente seducente. È un gesto semplice ma destabilizzante, perché mostra quanto il valore sia una costruzione collettiva e quanto facilmente possiamo essere attratti dalla superficie». La mostra curata da Rosa Polacco e allestita in AuditoriumArte rimarrà aperta al pubblico fino al 6 aprile.

Sono tanti i momenti dedicati alla parola guida di questa edizione, a cominciare dal primo evento assoluto di venerdì: la presentazione del libro di Giovanni SartoriDemocrazia e definizioni, che vedrà intervenire Giuliano Amato e Luca Verzichelli, sulla riedizione a quasi 70 anni dall'uscita di un classico della scienza politica.

In parallelo, altri incontri sviluppano e articolano il tema da prospettive diverse. Marco Almagisti, con La democrazia in Italia, insieme a Silvia Albano e Marco Damilano, propone una riflessione sullo stato della democrazia nel nostro Paese, inserendosi in un percorso più ampio che attraversa l’intero festival. Poco dopo, Alessandro Mulieri con Tecnomonarchi sposta lo sguardo sul potere delle grandi piattaforme digitali, suggerendo una lettura contemporanea delle trasformazioni democratiche nell’era tecnologica.

Accanto alla saggistica politica, la narrativa e la letteratura ampliano il discorso, mostrando come la democrazia possa essere raccontata anche attraverso storie individuali e immaginari. Stefano Massini, con Lo Zar, esplora le dinamiche del potere e dell’autoritarismo, mentre Aurelio Picca, con Roma mia, non morirò più, restituisce un ritratto intimo e politico della città, luogo simbolico della vita pubblica e civile.

Nel corso della serata, il programma si apre a una pluralità di voci e linguaggi. Ermanno Cavazzoni, con Storia di un’amicizia, indaga le relazioni umane, mentre Giusi Sardella e Alessandro Melia portano al centro temi di identità, affetti e memoria, in un dialogo che si intreccia con uno degli spazi dedicati alla poesia della Festa.

Non mancano gli omaggi e i momenti di riflessione letteraria: l’incontro con Luca Briasco dal titolo Come Richard Yates, a cento anni dalla nascita dello scrittore americano, si inserisce nel filone degli omaggi della manifestazione, accanto a quello dedicato a Josep Pla con Il quaderno grigio, che vede Sapo Matteucci, Tommaso Pincio e Manuel Grillo in dialogo, a testimonianza di un continuum tra tradizione e contemporaneità.

La giornata si chiude con alcuni degli appuntamenti più intensi. Francesca Mannocchi, con Crescere, la guerra, affronta uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra conflitto e formazione individuale, riportando la riflessione sulla democrazia alla sua dimensione più concreta e drammatica. In parallelo, Emanuele Trevi con Ritratti dal vivo propone una galleria di figure e storie che diventano specchio della nostra società, mentre l’incontro con Mara cerri e Chiara Lagani autrici de L’amica geniale a fumetti, mostra come anche la graphic novel possa essere strumento di interpretazione del reale.

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