Si è chiuso domenica 27 settembre il Festival MULTI, che ha animato Piazza Vittorio di culture, parole, cibo e colori una piazza simbolo della multiculturalità romana, Piazza Vittorio Emanuele. Un'edizione, questa 2026, che ha visto Città metropolitana fortemente impegnata nella co-costruzione dell'iniziativa, attraverso uno stand dedicato che ha ospitato laboratori e dibattiti partecipati con la città, le associazioni, i rappresentanti istituzionali cittadine e le comunità straniere su accoglienza, diritto all'abitare, lavoro e pluralità culturale.
Un appuntamento voluto dall'ente guidato dal Sindaco Gualtieri, perché occasione unica di confronto e partecipazione per la valorizzazione delle differenze culturali, tema su cui Città metropolitana ha dato avvio, tre anni fa, ai Tavoli metropolitani della Convivenza, per ricostruire, spiega Tiziana Biolghini, Consigliera delegata alle Pari opportunità, Politiche sociali e Cultura in CMRC: "abbiamo ricostruito una vera e propria mappa dei diritti negati dando voce alle tante comunità che caratterizzano Roma, per costruire insieme una cittadinanza piena e inclusiva. Il percorso istituzionale proseguirà il 15 ottobre con la presentazione della Consulta, alla presenza del Sindaco Gualtieri, per rafforzare il confronto con le comunità e promuovere nuove occasioni di partecipazione.
Il nostro impegno è costruire conoscenza, contrastare le discriminazioni e valorizzare gli usi, i costumi e le culture di tutte le persone che vivono il nostro territorio", prosegue Tiziana Biolghini. "Vogliamo lavorare insieme a MULTI per individuare spazi dedicati alle sartorie, alla cucina, all'artigianato e alla cultura. Ad esempio, i laboratori di sartoria e le attività legate alla moda e all'artigianato raccontano già il contributo delle donne provenienti da diversi Paesi: dobbiamo sostenere le potenzialità di un settore capace di generare occupazione, scambio di competenze e relazioni.
"Con Roma Capitale e l'Assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio – che insieme a Biolghini è intervenuto alla manifestazione finale e alla sfilata di "Intrecci" - immaginiamo una vera e propria Casa delle culture, capace di accogliere la musica, le arti, i linguaggi e le espressioni dei tanti popoli che convivono nella nostra città. Parliamo di oltre 500 mila persone provenienti da altri Paesi, che rappresentano una parte fondamentale della ricchezza sociale e culturale di Roma. Sappiamo che in Italia il percorso dell'integrazione è ancora incompiuto: noi siamo tra coloro che resistono alle disuguaglianze e vogliono trasformare la città e il suo territorio in uno spazio di diritti per tutti coloro che la vivono", conclude.